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ANTONIO GIOVANNI MARIA FORABOSCHI Antonio Foraboschi nacque a Cividale del Friuli il 19 dicembre 1889 da una famiglia di appassionati della musica. Il padre Francesco suonava il flauto mentre la madre Caterina Serafini suonava il mandolino. Fin da piccolo amava salire in soffitta dove c’era un clavicembalo e su quella tastiera faceva scorrere le sue dita come fosse un gioco. Entrò nel seminario di Udine nel 1901 e studiò sotto la guida dell’organista del Duomo di Udine: Ubaldo Placereani. Ebbe inoltre come maestro il musicista torinese di livello internazionale Ulisse Matthey che lo incoraggiò a comporre. Fu ordinato sacerdote il 16/11/1913 e in quell’anno compose la messa di Napoleone per le celebrazioni di ringraziamento di tutti i compagni candidati con lui al sacerdozio. La prima tappa del suo itinerario sacerdotale fu Palazzolo dello Stella ( attualmente il coro misto Antonio Foraboschi diretto dal prof. Roberto De Nicolò porta il suo nome) dopo il congedo militare (1918) rimase per un periodo a Rodeano Basso e quindi gli giunse la notizia della nuova destinazione a San Daniele del Friuli. Per il ricreatorio di San Daniele del Friuli, compose due lavori teatrali: “Sogno di Renata” 1921 e “Nei Regni del Sogno” 1923. Non si limitò infatti a scrivere musica per l’ambito liturgico sacro ma si dedicò alla produzione teatrale in quanto gli era più congeniale e incline al descrittivismo che si manifesterà più compiutamente nel “Praecursor Domini”. Per quanto riguarda il repertorio sacro, scrisse diciotto messe, un centinaio tra inni, salmi e mottetti e diversi canti sacri ma si dedicò anche alla musica strumentale (per organo, pianoforte e archi). In occasione della inaugurazione dell’organo del Duomo scrisse la Messa “Rosa mystica” per coro a tre voci dispari che riscosse particolare ammirazione dal concertista Ulisse Matthey e fu apprezzata da tutti. Nel 1929 fu nominato maestro di cappella del Duomo di Cividale del Friuli e vi rimase fino alla morte avvenuta il 06/10/1967 per una emorragia celebrale. L’esistenza di Foraboschi, vissuta sostanzialmente senza scostarsi dal luogo natale non è stata priva di situazioni di particolare disagio e di turbamento. Oltre alla partecipazione alla guerra del 1915 Foraboschi si recò in America Latina per tre volte ai quali chiese di partecipare come cappellano di bordo e i motivi di queste decisioni restano a noi oscuri. Rifiutò peraltro incarichi di organista in diverse città italiane: Loreto, Messina, Cagliari e anche all’estero come a Pola, Fiume e a Buenos-Ayres e in Guatemala. All’insistente sollecitazione del professor Bugamelli, direttore del conservatorio di Trieste di allora che così lo esortava: “ Don Antonio si stabilisca a Trieste! Qui si farà un nome!” egli sarcasticamente rispose: “ A Cividale è meglio, perché ho anche un cognome!”. Foraboschi dunque si sentì legato alla sua terra e alla sua gente, non cercò la gloria personale ed ebbe invece a cuore la crescita culturale dei suoi parrocchiani. Qui, inoltre lavorò molto con il coro, rinvigorendolo. Dovunque si trovò dedicò molto tempo alle lezioni di pianoforte insegnando la materia in maniera semplice e coinvolgente ottenendo così dagli allievi alla fine dei corsi (che organizzava in maniera precisa e puntigliosa) ottimi risultati. Sulla prima pagina delle sue composizioni compare la sigla AMDG (Ad Maioren Dei Gloriam) riportata a fianco di ciascuna opera annotata. Anche questa è una testimonianza che la sua vita di musicista fu certamente tesa verso l’unico vero scopo della sua esistenza: la missione cristiana e sacerdotale.
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