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Nacque nel 1809 a Codroipo. Avviato al sacerdozio sentì una profonda vocazione per la musica a cui dedicò tutta l'esistenza. A diciasette anni aveva ormai composto una messa a tre voci e organo, che fu eseguita per la prima volta nella chiesa del Seminario. Nominato organista della insigne Collegiata di Cividale e quivi trasferitosi con la famiglia, produsse in circa cinquant'anni ben 519 composizioni musicali, tra messe, salmi, inni, mottetti, sinfonie per orchestra e per organo solo. Vinse importanti concorsi all'estero, dove era molto noto e stimato. Nel 1854 s'aggiudicò infatti il primo premio nel concorso bandito dalla Societè de la musique religeuse di Nancy per una messa a tre voci ed organo; un'altra sua messa riportò il secondo premio ad un concorso internazionale di Parigi. Una terza messa fu ancora premiata al concorso indetto dal duca San Clemente in Firenze e quivi eseguita nella chiesa di San Gaetano, sotto la direzione dell'autore, nel 1862. Un altro concorso vinse successivamente a Vienna con l'inno Jesus Redemptor omnium. Nè solo questi concorsi fecero conoscere il nome del Candotti nel mondo musicale, in Italia e all'estero: basterebbe, per esempio sfogliare il suo copioso epistolario che si conserva manoscritto in cinque volumi nell'archivio Capitolare di Cividale, per convincersi che, forse, non c'era musico che allora godesse maggiore e più universale estimazione. Colpito da cecità, il Candotti scriveva tuttavia musica: sono di questo doloroso ed ultimo periodo della sua vita nove opere, tre delle quali giudicate di ottima fattura. Ottimo sacerdote, caritatevole fino all'eroismo, specialmente all'epoca del colera, oratore sacro distinto ed instancabile, fu anche buon letterato. Morì l'11 aprile 1876. Oltre alle moltissime opere lasciò una eredità preziosa; un allievo degno di lui, il grande compositore: Jacopo Tomadini. |
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